10 Oct 2011

Posso dire di aver switchato da Textmate a Vim

Alla fine ce l’ho fatta. Non posso dire che sia stata semplice, ma è andata. Sono ormai un paio di settimane che sviluppo unicamente con MacVim.

A dirla tutta, è stato il 4° tentativo. I precedenti 3 erano andati miseramente a vuoto. C’era sempre qualcosa che non mi tornava, che mi faceva ritornare all’ovile. Questa volta, i motivi determinanti il cambio di risultato sono stati:

  • Un’esperienza pregressa accumulata nei precedenti 3 tentativi. Vim, come tutte le cose belle e complesse, va digerito con calma;
  • La totale latitanza degli autori di Textmate, per troppo, troppo tempo. Ok lavorare in stealth mode, ok concentrarsi sul prodotto invece che sul marketing, va bene tutto. Ma non pubblicare una bugfix release per Lion dopo 4 mesi mi sembra stupido, eccessivo e poco rispettoso del lavoro e tempo altrui;
  • La consapevolezza di switchare verso uno strumento dall’enorme diffusione e supporto, ora e nei secoli a venire, da poter utilizzare a prescindere dal sistema operativo e che ultimamente si sta riscoprendo collettivamente. Per dirla in tema: there’s a plugin for that;
  • VimCasts un ottimo sito di screencast che apre mondi paralleli sull’utilizzo della potenza di Vim nei banali task quotidiani;
  • Janus, una distro MacVim che pone un rimedio a tutte le principali voglie di un utente Textmate: fuzzy file searching, ricerca di stringhe con Ack, e tutta una serie di piccole premure che rendono più intuitivo e immediato lo switch;
  • Un fork di MacVim con Project Drawer vero. Personalmente, per mantenere il focus su cosa sto facendo, ho bisogno di una visione ad alto livello dell’alberatura del progetto, sempre visibile. Plugin come NERDTree fanno il loro sporco lavoro di gestione dei file, percarità, ma i font enormi monospaced poco si adattano al ruolo di “mappa estesa” di un progetto;
  • Un compagno di viaggio col quale confrontarmi e scambiare opinioni ed entusiasmo nei momenti difficili :)

Se anche uno solo di questi punti fosse mancato, probabilmente sarei ripiombato nella cupa incertezza di un software morto da anni.

In questo esatto momento non credo di essere diventato particolarmente più produttivo di prima, ma posso dire con fierezza di non notare alcun rallentamento nel mio flusso di lavoro. Seguiranno a breve (spero), piccoli consigli e note sull’utilizzo di MacVim.

PS. Per puro caso ho scoperto ora l’ennesimo post-annuncio sul fantomatico Textmate 2.0. Per quanto mi riguarda, mi hanno perso per strada, per sempre. Come aspirante entrepreneur, fatico a quantificare l’idiozia delle mosse della Micromates. Erano avanti anni luce da qualsiasi altro editor in circolazione. Sono riusciti nell’impresa di dare il tempo al mondo di raggiungere quello che era lo stato dell’arte dell’editing testuale, e non solo: hanno letteralmente costretto fedeli utilizzatori a cercarsi alternative più sicure e mantenute. What a waste.