11 Apr 2011

Cinque lezioni dopo un anno di weLaika

Ebbene sì, un’anno è già passato. Il 2 Aprile 2010 ore 12.00, sette pischelli — età media di 24-25 anni — si riuniscono di fronte ad un notaio per firmare lo statuto ufficiale di weLaika; società sognata, pensata e definita durante mesi di focose discussioni e appassionati thread mail.

Sono stato, insieme a Matteo e Federico, tra i soci operativi dal primo giorno. Posso dire, con immensa soddisfazione, di essermi riempito le tasche con palate di informazioni su cosa vuol dire lanciare una startup da zero. Zero clienti, zero esperienza di gestione manageriale alle spalle.

Parecchie cose sono cambiate in un anno. Il numero di lavoratori IT full-time è passato da 3 a 6, più un paio di collaboratori saltuari che ci aiutano all’occorrenza. weLaika ha aperto il suo piccolo “dipartimento” di montaggio e ripresa video. Acmos Adv, agenzia pubblicitaria e di comunicazione già presente da qualche anno sulla piazza, è entrata a far parte di weLaika a tutti gli effetti, facendo lievitare il numero di stomaci da sfamare ad un totale di circa 15 e trasformando weLaika in una società multi-core in grado di coprire buona parte delle esigenze di comunicazione (web e non) di qualsiasi azienda.

Siamo solo all’inizio, e stiamo continuando a sbagliare una valanga di cose, ma qualche consiglio mi sento di poterlo condividere a chi volesse intraprendere la nostra stessa strada.

Un passo alla volta, con la dovuta calma

Decidi di fondare una startup informatica e il tuo gruppo è composto da 3 ragazzi neo-laureati in Ingegneria Informatica, con una forte esperienza tecnica ma che non hanno idea di cosa voglia dire tenere in piedi una baracca chiamata “Società cooperativa”. Decidi di non voler tirare fuori un soldo, investendo unicamente sulle tue capacità e sul tuo tempo. Ti metti in testa di non voler evadere neanche un’euro (cosa che di per se’ sarebbe superflua da dire, ma la realtà ci dice altro).

È normale che finirai per prenderti un sacco di legnate sui denti per qualche mesetto. Tutto ciò che non ti uccide ti fortifica, per carità, ma se tornassi indietro, probabilmente avrei cercato di bruciare un po’ meno tappe tutte insieme. Magari prima una semplice società di persone, o magari più loffi ancora, e preferire delle semplici partite IVA per qualche mese. Meno spese, meno burocrazia, meno regole da seguire, meno cose da imparare tutte insieme.

C’è tutto un mondo di complicazioni là fuori che se sei un nerd con spirito ottimista e sognatore non ti immagini minimamente. Occhio a non tenerne conto, ci si fa male.

Intuisci i tuoi punti di forza

Sembra banale dirlo, ma se c’è un punto dopo il quale senti che tutto sta prendendo la piega giusta, è quello in cui capisci quanto vali e quali sono le carte che puoi spendere con i tuoi clienti. Putroppo, sarà molto difficile capirlo a tavolino. Dovrai incontrare qualcuno che molto semplicemente ti apra gli occhi, e te lo faccia notare. Ad ogni modo, sforzati ad intuire il prima possibile il perchè susciti curiosità/interesse, e quali sono stati i motivi per i quali un cliente abbia scelto proprio te.

weLaika vive di un continuo lavoro di formazione e ricerca su tutte le tecnologie web in grado di portare al minimo tempi di sviluppo e al massimo la produttività delle proprie risorse. Il nostro modus operandi si basa sulla scelta di pochi strumenti di lavoro predefiniti per tutto il team: Wordpress per siti “semplici”, Rails per siti più complessi/gestionali/eshop, Sencha e Phonegap per applicazioni mobile cross-device, Websockets per funzionalità chat e push. Se ci si trova davanti a qualcosa di non risolvibile con gli strumenti a disposizione, si pensa sul lungo periodo, valutando con attenzione le alternative e cercando di rendere quanto più riutilizzabile e documentato il proprio lavoro. Periodicamente si rimettono in discussione le varie scelte fatte, per verificare se continuino ad essere le migliori.

Col passare dei mesi, ci siamo resi conto che con le nostre scelte operative eravamo in grado di offrire tempi e costi di sviluppo dimezzati rispetto ai nostri concorrenti, con qualità spesso e volentieri superiore. Capire il mercato nel quale si opera ed essere sicuri dei propri vantaggi permette una comunicazione col potenziale cliente meno titubante, più convincente e con percentuali di successo più alte.

Pretendi un contratto

Sembrerà scontato dirlo, ma perfavore, anche se sei agli inizi e non vedi l’ora di iniziare a dimostrare a tutti quanto vali, esigi la firma di un contratto prima di incominciare a lavorare. Non importa se hai davanti la Nike, il Comune di Roma o una piccola azienda familiare. Non fare mai l’errore di cedere su questo punto, non abboccare ai vari “non ti preoccupare, puoi fidarti”. E’ un rischio enorme, per te e per i tuoi clienti. Tra professionisti non ci deve essere bisogno di doversi fidare, è d’obbligo pretendere sicurezze, ricambiando con la stessa moneta.

E’ fondamentale chiarire con precisione fino a dove arrivano i diritti e doveri di entrambe le parti, perchè anche con la buona fede più sincera è probabile che verbalmente non ci si stia intendendo sul serio, o che le cose cambino nel giro di qualche mese, a lavori iniziati. Non importa se il contratto sarà scritto in una forma non propriamente ineccepibile o magari presenterà qualche lacuna. I successivi saranno migliori. Ma avere un brutto contratto è meglio che non averne nessuno.

Specifiche, specifiche, specifiche

In ogni lavoro che prendete in carico, aggiungete una prima fase (pagata) di mockup e/o definizione delle specifiche del progetto. E’ fondamentale, prima di iniziare a lavorare, avere la certezza che voi e il cliente abbiate in mente il medesimo risultato finale. Cose che per voi sono ovvie potrebbero non esserlo altrettanto per il vostro interlocutore, e viceversa. L’unico modo per capirsi con certezza è quello di sviscerare ogni blocco funzionale con quanto più dettaglio e realismo possibile.

So cosa state pensando, ma vi fermo subito. Si tratta nel 90% dei casi di tempo assolutamente non perso. Definire i progetti con un simile livello di dettaglio ci aiuta in primo luogo ad arrivare ad un preventivo dei tempi di sviluppo più realistico, con minori possibilità di firmare contratti con costi sotto-stimati, e in secondo luogo a scoprire con un certo anticipo tutta quella serie di “casi particolari” ed eccezioni che spesso spuntano fuori nel peggiore dei momenti costringendoti a corse contro il tempo.

Fai sentire la tua voce

Essere bravi è importante, ma farlo sapere a tutti è fondamentale. L’ingegnere informatico non è tipicamente la figura più socievole, comunicativa e propensa all’auto-celebrazione che esista. Spesso non ha idea di quanto valga il proprio lavoro, e quando tenta di esporre qualcosa al mondo lo fa solitamente con estrema goffaggine, controvoglia e utilizzando terminologie poco comprensibili ed attraenti. Questo è male, e trattare con noncuranza i problemi di comunicazione verso l’esterno può essere potenzialmente catastrofico.

In weLaika partiamo da questo punto di vista sicuramente svantaggiati, ed è per questo che gli sforzi devono essere maggiori rispetto alla norma. Abbiamo partecipato al Rails Rumble 2010 – una gara mondiale di sviluppo di applicazioni web in 48 ore – proponendo Boarrd. Abbiamo ottenuto una buona copertura mediatica e siamo addirittura riusciti a convincere un’ottimo studente USA a passare da noi l’estate per un’internship aziendale. Abbiamo trasformato i migliori framework e tool sviluppati internamente in progetti open source su Github (incurve, wp_sass_haml, rdiff-backup, WETableViewController) e abbiamo contribuito attivamente al miglioramento di progetti già esistenti (socky, guard-compass).

Ma possiamo fare di più. Una maggiore cura nel copyrighting del sito aziendale, una maggiore partecipazione a conferenze legate ai temi chiave di weLaika, ed un uso di twitter e blog costante saranno sicuramente i punti sui quali concentrarsi nel prossimo anno.

Siete arrivati fino a qui? Sul serio?

Grazie per avere condiviso con me questo viaggio nel tempo.